“… denaro contante, dia in dote ogni anno, in perpetuo ad una delle zitelle più povere che saranno di sani principi morali e da maritarsi, che avessero compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il ventottesimo”.

Su questo lascito testamentario di Don Paolo Agabiti, risalente al 1702, si basa una delle tradizioni più sentite della nostra regione: la Cavata delle Zitelle. Non una semplice rievocazione di antichi usi contadini, dunque, ma un vero e proprio adempimento rituale che continua ininterrotto da oltre 300 anni.

La dote di 516 euro sarà destinata a due ragazze di San Paolo di Jesi di età compresa tra i 18 e i 28 anni, i cui nomi saranno estratti dal bussolotto domenica 20 ottobre, ultimo giorno della Festa del Vi’ de Visciola. Per meritare la dote, le ragazze estratte dovranno sposarsi, senza tuttavia partorire nei primi nove mesi di matrimonio.

All’origine della Cavata delle Zitelle c’era la volontà di Don Agabiti di aiutare ogni anno due giovani donne di umili condizioni a trovare un marito, con una dote ricavata dalle rendite di un possedimento. Severe e rigide erano le condizioni poste dal prete. Oggi le regole si sono naturalmente addolcite, ma resta intatta la bellezza di una tradizione molto sentita dalla comunità di San Paolo e che richiama in Vallesina ogni anno molti visitatori da tutte le Marche.


Se in origine la Cavata si svolgeva ogni anno nel giorno dell’Immacolata, da un po’ di tempo a questa parte l’evento si svolge in concomitanza con la Festa del Vi’ de Visciola, un modo per dare reciproco risalto ai due avvenimenti più importanti di San Paolo. Non cambia però il programma, che si apre con la messa cantata nella chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo, poi la sfilata in abiti d’epoca verso il Comune. Qui avviene l’imbussolamento, cioè l’inserimento in un’urna dei nomi delle giovani del paese di età compresa tra i 18 e i 28 anni ancora non sposate, e finalmente la Cavata (ovvero l’estrazione a sorte) da parte di un bambino.

Le zitelle estratte, i cui nomi saranno proclamati dal sindaco di San Paolo di Jesi, sfileranno per il paese e faranno da madrine alla gara di pigiatura in piazza, altro momento clou della Festa del Vi’ de Visciola.